[…] sante p...
[…] sante parole / fini e operose
Da un controverso margine d’incerto, nell’impaziente finitezza della nuda sillaba, la poesia, fino alla fine quasi reductio ad absurdum, rinvia a un assoluto di forme, ciò che la fa qualità del linguaggio, opposizione onirica.
Quasi in lei sia un dovere compiuto storicamente, una notizia, una cosa detta una volta sola e per tutti, per gioco o per salvezza fuori del poetico. Non è battaglia di capoversi e rime, una diatriba sghemba di urla e contrassegni, un abbecedario di segni, non una scienza – è certo
Giovanni Catalano...
Giovanni Catalano, Michele Ortore, Faraòn Meteosès, Alessandra Palmigiano, Piergiorgio Viti, Marina Pizzi, Claudio Bedocchi, Andrea Amoroso, Carla Scarano D’Antonio, Maria del Mastro, voci sul numero di Novembre 2009 di “π -trimestrale di conversazioni poetiche”.
Francesco B...
Francesco Bellomi: piano music inspired by L’opera racchiusa
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A. M. L.
« non c’è sillaba nell’erba / non c’è altezza nella carne / eterna »
A. M. L.
Quanto resta nella pagina di ciò che ho scritto? Quanto nel sospeso invece, nei versi – queste sempre nuove lingue –, nel costrutto a specchio che riflette tutto in sé, su sé dall’apice di un varco imperscrutabile?
Ecco un’ansia metafisica: prender la parola – una – tolta al mondo, senza paragoni spingerla sul baratro da sola, sino a non sapere più se salva o vinta dalla sorte, metterla di fronte al suo silenzio, assoluta, abbandonarla. Aspett
Gli occhi s...
Gli occhi sull’inverno sembrano la perfezione del vedere. In essi la luce del campo è fitta, ferma, un fondo bianco, una speciale orizzontalità che non ha tempo, di trasfigurate apparizioni.
Come a una lastra di luce, le mani s’accostano e scoprono i bordi del vetro. Guardi nell’oscurità di baratri o scatole schiuse sciami irraggiungibili di polvere, che non approdano altrove. Ti spingi macchinalmente nel sonno.
Tutta la gente incontrata prima di partire raduna un angolo della memoria, sospinge il tempo, e l’uno all’altro dà qualcosa nelle mani, o un pezzo di qualcosa – sillaba o frammento d’inconoscib